Ciascuno ha la sua Wolfsegg. E va estinta. (Tributo a Thomas Bernhard).
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La gente con il cosiddetto buon carattere è quella che col tempo finisce solo per tediarci e ucciderci, dobbiamo soprattutto guardarci dalla loro compagnia. (T.B.)
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e.s.t.

ih ih ih
e così questa Serracchiani, insomma quella che quando parla non apre bocca rendendo complicata anche nel suono oltre che nel contenuto ogni sua dichiarazione, quella che ha detto che la linea del partito innanzitutto, quella che si veste di beige che manco la Pivetti quando faceva la presidentessa della Camera, è stata mandata a fare in culo ormai da tutti. L'ultimo in ordine d'apparizione a mandarla è stato Bersani Pier Luigi il quale s'è incazzato un pò quando la più votata dagli italiani gli ha detto che lui è il vecchio. E il Bersani l'ha mandata a cagare dicendole "Soccia, io sarei il vecchio e Franceschini il nuovo? E tu con la tua linea del partito saresti il nuovissimo? Ma va cagher!"
L'altra sera, a Otto e Mezzo . . .
Lei cosa ne pensa della polemica sorta sull'opportunità o meno di far parlare Gheddafi in Senato? Ha visto, voglio dire, di tutte queste posizioni diversificate all'interno del PD con Franceschini contrario e D'Alema favorevole, per esempio . . .
Debbo dirle, in effetti, che questa cosa mi ha lasciata con un pò di sconcerto. Da sempre la linea del partito la detta il segretario, quindi questa uscita di D'Alema m'è sembrata fuori luogo.
La linea del partito? La linea del partito? Questa Serracchiani ha detto "la linea del partito"? Questo sarebbe il nuovo che avanza a sinistra? Meno male che questa gente si dovrà occupare solo di Firenze (forse) di Bologna (forse) di Lamporecchio e di poche altre località dell'appennino toscoemiliano.
Ariella Bardini Provvedi
(Volterra 1913 - Volterra 2009)
Noemi Berlusconi
Si dice che sul cellulare di Noemi il numero del Cav sia sotto il nomignolo di "papi". In effetti sembra la foto del Cav restaurato, ringiovanito, femminizzato e imbiondito.
Il Gigante! (quello vero)

M'ha sempre fatto uno strano effetto questa statua. A me le sculture mi fanno anche paura se intendete quello che voglio dire. Questa qui l'avrò vista 500 volte (o 5.000?) in Piazza della Signoria a Firenze e 4 volte su 4 a Marsiglia alla rotonda della spiaggia del Prado.
L'altro giorno ho letto su YouTube il commento di un omino dello Stato dell'Illinois che diceva testualmente: "Prima di morire questa statua che si trova nella galleria dell'Accademia a Firenze la vorrei vedere".
Così io e la bionda abbiamo reso omaggio a Michelangelo, all'omino americano e a noi. Con la scusa di mangiare un prelibatissimo piatto di trippa da Garibardi in piazza del mercato siamo anche andati a vedere il Davide, quello vero. Dopo la visita, (tappini da nuoto nelle orecchie per non sentire le solite cazzate di chi parla visitando i musei, in particolare quelli che ammirano e commentano in attesa solo di tornare a casa per raccontare che son stati a vedere il meraviglioso Davide che loro amano come nient'altro al mondo) uscendo in via Ricasoli, abbiamo subito preso a sinistra. Sullo sfondo, a 500 metri, tra le case svettava nitido nel cielo azzurrissimo il campanile di Giotto.
Menomale, davvero menomale, che siamo abituati ad essere circondati da questa roba in questa cazzo di città. Sennò, sul serio, viene paura. Alla fine, per fortuna. Perchè è meglio la paura, la sindrome di Stendhal, per via delle opere di questi mostri sacri, che l'incazzatura che monta a vedere quante altre meraviglie fiorentine siano lasciate in balìa dell'indifferenza e dell'incompetenza di quest'amministrazione di merda di questa città di merda in quest'Italia di merda.
Abbiamo ereditato roba che non ci meritiamo neanche un pò.
Francesco, Francesco ... !
Da quando Francesco De Gregori ha detto di non appartenere più a questa sinistra e che questa sinistra non gli appartiene m'è ritornato simpatico. Ho avuto una tale ammirazione per il giovane De Gregori e per tutte le sue canzoni dell'epoca che ho chiamato il mio primogenito come lui. Sono al di sopra di ogni sospetto, dunque. So anche che nel duro mestiere dell'artista si tende a scopiazzare: un quadro, una poesia, una canzone, si copia, si sa, lo sanno e lo fanno tutti. Per dire, il celebratissimo e, ci mancherebbe, bravissimo Morricone ha fatto del plagio Mahleriano un'arte! Una delle bellissime arie di C'era una volta in America è copiata pari pari da tutti i movimenti dell'Adagio della Nona Sinfonia del musicista boemo.
Ieri però ci son rimasto male. Ho scoperto una cosa. Sigh! La leva calcistica della classe 68 è un compendio di plagi!!! Si, si, si! Sigh!
"La leva calcistica della classe 68", dall'album Titanic, è una delle canzoni più famose e più belle di De Gregori. E' del 1982. "Vento nel vento", dall'album Il Mio Canto Libero, è una delle canzoni meno famose e più belle di Lucio Battisti. E' del 1972. "Greatest Discovery" è una delle canzoni meno famose e più belle di Elton John. E' del 1977.
Sentite qui al minuto 3:22: http://www.youtube.com/watch?v=lETVilXSfNY
Sentite qui al minuto 1:33: http://www.youtube.com/watch?v=qBe4HHQCBPk
Sentite qui al minuto 1:26: http://www.youtube.com/watch?v=lETVilXSfNY
Sentite qui al minuto 0:01 ma anche al 0:58: http://www.youtube.com/watch?v=3UrkdYVUctA&feature=related
Azz!!!!!!!!!! Doveva venire un capolavoro per forza!!! Sigh!!!
my
guitar gently sweep
E' sempre andata così. Quando mi girano le palle o qualcosa mi turba nel profondo ho sempre messo mano al portafogli. Pesantemente. Stavolta ho comprato la chitarra che sognavo da sempre. Non è la White Falcon, ci mancherebbe, ma è pur sempre una Gretsch, una G5120SB Electromatic Hollow Body Sunburst, ora acquistabile perchè la nota marca americana fa assemblare tutto il materiale in ... Korea, e il gioco è fatto. Non è come suonare la mia vecchia Yamaha 1230 folk, no, questa è elettrica semiacustica. Una libidine! Suonarci Apache degli Shadows, James di Pat Metheny, Creep dei Radiohead, . . . è davvero pura libidine.

Domenica pomeriggio con l'ausilio di un pò di basi registrate ho tenuto un concerto nel mio studiolo presenti figli, fidanzate, amici e, naturalmente, Scott e la bionda. Un successone.

"Un'alta percentuale di alunni non sta seduta in classe, ma in mezzo alla paura... Gli edifici scolastici sono dei grandi edifici di paura. Persino da adulto gli edifici scolastici per me son rimasti dei grandi edifici di paura. La paura dell'edificio scolastico, come in genere la paura della scuola è la paura più orribile che esista. La maggior parte degli uomini ne muore. Se non da bambini, più tardi. A sessant'anni si può ancora morire di paura della scuola".
Gelo_Thomas Bernhard
Thomas Bernhard (Heerlen 9 febbraio 1931 - Gmunden 12 febbraio 1989)

C'è qualcosa qui http://www.kleinezeitung.at/nachrichten/kultur/1762831/index.do
e qualcosa qui http://diepresse.com/home/kultur/literatur/451778/index.do?_vl_backlink=/home/kultur/literatur/index.do
AUSTRIA
Thomas Bernhard, esce un inedito a 20 anni dalla morte
VIENNA - Un´opera inedita di Thomas Bernhard, un romanzo concepito come un pamphlet contro i premi letterari, uscirà in occasione del ventesimo anniversario della morte dello scrittore austriaco, avvenuta il 12 febbraio 1989 all´età di 58 anni.

Poi che dire. Avevo in mente di postare qualcosa tratto da Gelo. Forse lo farò uno dei prossimi giorni, stamani non me la sento. Il mio omaggio in questo ventennale sarebbe stato quello di essere in Austria stamani ma non ho potuto. Così il mio omaggio si è limitato a leggere Al limite boschivo ieri sera prima di addormentarmi. E nell'addormentarmi ho pensato che un altro omaggio sarebbe sato quello di svegliarsi alle 5, ora in cui in genere si svegliava TB per iniziare a scrivere. E così è stato, senza nemmeno il bisogno di mettere la sveglia.
Avrei dovuto, stasera alle 18, tenere una lettura in una libreria, ma la cosa è fallita e in questo senso mi son sentito vicino a TB. Fa lo stesso.
Vorrei dedicare questa banale commemorazione a qualche persona.
Alla bionda. L'ho torturata in questi anni per molte sere mentre lei si dilettava con le sue letture molto spesso l'ho interrotta costringendola ad ascoltarmi leggendole e rileggendole interi passi tratti praticamente da tutti i libri di TB. Le ho letto i passi drammatici e i passi comici non so, ora, con quale risultato. Certamente ho accresciuto la sua paura, la paura che lei ha per me sapendo che adoro TB. Voglio tranquillizzarla, come più volte ho già fatto, dicendole che non c'è nulla di cui aver paura.
A Francesco. "Babbo - mi dice - qualche volta quando ho lezione sarei tentato di leggere qualcosa di TB ai miei alunni, e talvolta l'ho fatto e lo faccio ma, come si suol dire, non è nel programma, così ho un pò di timore che qualcuno non capisca, non vorrei vedermi arrivare in classe preside e genitori ché non rispetto la prassi". Così una volta la settimana davanti ad una buona tazza di thè parliamo di TB come se fosse, non fosse stato, fosse, uno di famiglia.
A Lorenzo. E' bello parlare con lui sui suoi progetti di laurearsi in Lettere Antiche, facoltà che frequenta avendo già portato a casa due 29 che mi hanno reso orgoglioso da un lato e povero dall'altro avendo dovuto sborsare un bel pò di euro. Dice che vorrebbe fare il Paleografo "però - mi dice - parliamone dopo perchè ora c'è Dragon Ball". E' bello sapere che quando squilla il suo cellulare e il chiamante sono io, sul display, invece di babbo, appare zio George. Quando me l'ha fatto vedere ci son rimasto secco, come direbbe Holden. Zio George. Lo zio George di Estinzione che un giorno riempie la valigia di libri, saluta tutti, prende il treno e se ne va a Nizza. Che l'abbia detta e ridetta un pò troppo questa cosa?
A Alfredo. Non ci sentiamo da un pò ma come si sa non fa differenza. Lui è spesso nei miei pensieri. Specie quando passo da Roquebrune e non mi raccapezzo come si possa spostarsi dalla Costa Azzurra per andare a finire a Monterchi. Vabbè, c'è la Madonna del Parto di Piero della Francesca, ok ok, andrò anche a vederla una volta o l'altra, però m'immagino Monterchi d'inverno e mi viene in mente Wels. Alfredo si è privato, regalandomelo, di Correzione. La prima ed unica volta che ci siamo visti. Sono ancora in imbarazzo e gliene sono grato. E' mio amico per definizione anche se lui non volesse, anche se so che un pò mi detesta perchè sono scrobutico e rompipalle e mi crede un padano neonazista. Sa che non lo sono ma gli piace pensare che lo sia. A lui piacciono Deleuze, Baudrillard e tutti quelli lì che a me mi fanno ridere così siamo pari. Però nel mio vocabolario esistono, in neretto, le parole riconoscenza e gratitudine. Così lui è, non so se suo malgrado, un mio amico.
A Farouche. Abbiamo litigato, credo. La miccia l'ho innescata io, credo. Non ne voglio nemmeno parlare. Ci dividono molte cose. Pazienza. Ci ha unito qualcosa di più importante di ciò che ci ha diviso. Segreti, reciproci. Confessioni, reciproche. Momenti, reciproci. Quest'estate mi son fermato, tornando da Saint Raphael, sulla spiaggia della Garoupe. Da lì si vedono Antibes e Nizza e il Faro, il suo Faro, lassù nella pineta. C'è una sua foto, bellissima, allegata ad un mio vecchio post dove sta scritto: "Questo è il nostro mare, ragazzo".
A m. Una conoscenza recente. Recente e casuale. Io, come al solito, come faccio con tutti, la provoco, Ma lei non accetta, mi tiene testa, come si dice. E' ossessionata da TB. Spero che la sua ossessione si trasformi in amore. E se potrò aiutarla in questa transizione mi farà piacere. Sapendo in anticipo, però, che non sono affidabile.
Una Ferita in fondo al cuore
Corri, Coniglio

Siamo tutti uguali
con gli stessi pensieri
esser nati domani
e morire ieri.
EVENTI
Da oggi Obama è a tutti gli effetti il 44mo Presidente degli Stati Uniti d'America.
Da oggi Kaka ritorna ad essere a tutti gli effetti un giocatore del Milan.
Da oggi Wolfsegg non tiene più la Fiorentina bensì sarà a tutti gli effetti un tifoso del glorioso Genoa.
Da oggi il secondo figlio di Wolfsegg, col suo primo esame, è a tutti gli effetti uno studente universitario della Facoltà di Lettere Antiche di Firenze.
Rumore Relativo

Vi sono piccolissime cose addirittura insignificanti che possono diventare meravigliose, meravigliose o detestabili. Il rumore magico e misterioso che riesce perfino a mettere qualche brivido di un foglio che avvolge qualcosa e pian piano si scartoccia. Lo abbiamo sperimentato tutti. Lo hanno documentato in modo superlativo Sergio Leone e Krzysztof Kieślowski. Il primo in C'era una volta in America nella scena in cui il ragazzino seduto sulle scale scarta (in una scena che dura 5 minuti) la charlotte alla panna e il secondo in Decalogo Tre quando la sera della vigilia di Natale la camera indugia sull'apertura dei pacchetti dei regali.
Se per caso vi verrà in mente di guardare o riguardare questei due memorabili spezzoni di film non fatelo mentre vostro figlio, seduto amorevolmente accanto a voi e ovviamente poco interessato a qualcosa di così impegnato per lui, naturalmente si diletterà nello scartocciare un sacchetto di patatine. Potreste mollargli un ceffone.
Allio & Bollio

Dopo l'esibizione di ieri nell'aula del Senato della Repubblica possiamo affermare con tutta tranquillità, e senza ombra di smentita, che, così come Stefano Bollani è il più giovane e il più bravo musicista jazz italiano, lo è altrettanto Giovanni Allevi nell'ambito della musica classica. Io, per me, son quasi certo che vi sia una notevole sopravvalutazione dei due elementi il che rimanda facilmente alla mediocrità generale della nostra musica. Nondimeno i due si esibiscono in modo comico e grottesco la cui cosa non riesce neppure un pò a mascherare l'enorme spocchia di cui sono mirabilmente dotati. La cosa comica è che i due sul palco hanno trasformato la nobile arte del jazz e del classico in una rappresentazione da guitti. La cosa tragica è che sotto il palco il pubblico, per decretare la propria incompetenza, si spella le mani.